san martino

La parola ciao nasce in Veneto.

L’11 novembre in tutta Italia si festeggia San Martino attraverso diverse manifestazioni popolari; noi Veneti ci distinguiamo molto bene.. tra poco scoprirete perché..

Si tratta di una festività religiosa dedicata a Martino di Tours, valoroso soldato dell’impero romano.
Egli, durante una giornata piovosa e gelida mentre si trovava a cavallo, incontrò un povero vecchio infreddolito coperto solo di stracci.
Quindi il soldato, sprovvisto di cibo e denaro, tagliò a metà il suo mantello con la spada, donandone una parte all’uomo per aiutarlo. Le sue nobili gesta lo resero Santo.
Quando poi riprese la sua marcia il tempo migliorò ed uscì il sole, da qui la famosa definizione “Estate di San Martino”, con cui si definiscono le giornate serene e più calde di novembre.

san martino

In Veneto viene realizzato un dolce raffigurante San Martino con mantello e spada sopra il suo destriero. Esso è composto da pasta frolla semplice, decorata con cioccolata, glassa di zucchero, confettini colorati e tante caramelle.
Tutte le vetrine delle pasticcerie e dei panifici sono imbandite con questa leccornia, ma si trova facilmente anche nei supermercati. É usanza prepararlo anche in casa con i piccoli di famiglia, lasciando spazio a creatività e fantasia!
Proprio a Venezia, capoluogo di regione, è ubicata la Chiesa di San Martino, in prossimità dell’Arsenale.

san martino

 

Tuttavia, durante tale ricorrenza, non si gusta solamente questa ricca e deliziosa frolla; anche oca, vino novello e castagne sono indiscussi protagonisti.
L’oca è un secondo piatto saporito e decisamente sostanzioso; anche l’animale è strettamente collegato a San Martino. Si narra che quest’ultimo, per nascondersi dai cittadini che lo acclamavano, si rifugiò in un luogo dov’erano presenti delle oche ma venne scoperto a causa del loro starnazzare.
Pure il vino novello accompagna le specialità della tavola, così come le castagne cotte versatili ed appaganti.

Poesia

Qui di seguito riporto la celebre poesia “San Martino” di Giosuè Carducci, che si riferisce proprio alla data dell’11 novembre. Il poeta descrive una tipica giornata autunnale, che segna il fine lavoro nei campi e l’inizio del travaso dei vini.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Detto ciò, vi invito a gustare il tipico dolce veneto; per chi si trovasse fuori regione o volesse provare a realizzarlo tra le mura domestiche, lascio la mia personale e fidata ricetta. Vedi ricetta: San Martino

san martino

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